Che cos’è l’implantologia?
L’implantologia orale endoossea è una disciplina chirurgica che consiste nel posizionamento nell’osso delle arcate dentarie, parzialmente o totalmente edentule, di radici artificiali in titanio. Queste, grazie ad un processo di integrazione biologica con il tessuto osseo del paziente (osteointegrazione), vengono poi utilizzate come base di sostegno degli elementi dentari protesici sostitutivi.

E’ una metodica sicura?
A partire dagli anni sessanta l’impiego degli impianti è stato documentato in oltre 10000 studi scientifici.
I pazienti trattati ogni anno in Italia sono oltre 400000, per un totale di più di un milione di impianti. Studi a lungo termine hanno inequivocabilmente dimostrato che la percentuale di successo degli impianti dentali dopo 15 anni è superiore al 96%.

Quali sono i vantaggi?
Dal punto di vista estetico e funzionale i denti supportati da impianti sono spesso indistinguibili dai denti naturali.
Il principale vantaggio rispetto ai ponti tradizionali consiste nel fatto che con gli impianti non è necessario limare i denti adiacenti per prepararli a supportare i nuovi denti.
La protesi totale su impianti è inoltre più confortevole perché non vi è necessità di coprire il palato con il materiale della protesi, con evidenti ripercussioni positive sul modo di parlare e di mangiare.

Ci sono delle controindicazioni?
Sì. Costituiscono controindicazioni assolute all’implantologia la presenza di anemia grave, immunodepressione, disturbi della coagulazione e diabete non compensato. In caso di malattie cardiovascolari, respiratorie o del sistema muscolo-scheletrico vanno valutati individualmente i rischi. Il fumo di sigaretta rappresenta una controindicazione relativa, ma è assolutamente consigliabile astenersi dal fumo da almeno una settimana prima ad un mese dopo l’intervento, in particolare se si è fatto ricorso a tecniche di rigenerazione ossea.

Esistono limiti d’età?
L’unica limitazione di età è rappresentata dall’attesa del termine di accrescimento delle ossa mascellari (circa 16 anni per le femmine e 18 per i maschi). Non esistono limiti superiori d’età, compatibilmente con le condizioni generali.


Cos’è l’implantologia protesicamente guidata?
Fino a qualche anno fa l’obiettivo della chirurgia impiantare era quello di posizionare gli impianti nei mascellari “cercando l’osso”, ossia regolando l’asse dell’impianto in base alla quantità di osso disponibile. Il risultato era quello che i denti supportati da impianti con asse e profondità di inserzione non corretti erano sì funzionali, ma spesso non adeguati dal punto di vista estetico. Oggi, con l’ausilio di software dedicati e di particolari guide chirurgiche, gli impianti devono essere inseriti in zone ossee prestabilite e con assi precisi. L’implantologia viene dunque guidata dalla protesi e grazie ad una più precisa programmazione, possono essere raggiunti risultati estetici superiori.

E se non c’è osso?
A causa di traumi, resezioni chirurgiche o atrofie è talora assente l’osso alveolare mascellare necessario al posizionamento corretto degli impianti. Esistono oggi numerose tecniche di rigenerazione o di ricostruzione ossea. Si può far ricorso ad innesti di osso autologo, prelevato cioè dallo stesso paziente, oppure di materiale alloplastico. La rigenerazione ossea guidata con membrane e biomateriali, il grande e piccolo rialzo del seno mascellare, gli innesti ossei onlay ed inlay, la possibilità di effettuare osteotomie più complesse dei mascellari (inclusa la chirurgia ortognatica), la possibilità di allargare la cresta alveolare (split crest) sono solo alcune delle tecniche a disposizione del chirurgo per risolvere casi più complessi. Se le condizioni generali del paziente lo permettono e se non vi sono controindicazioni, si può oggi affermare che non esistono casi in cui gli impianti endoossei non possano essere inseriti.

Gli impianti sono tutti uguali?
No. Vi sono alcune ditte produttrici di impianti che hanno investito in ricerca ed offrono oggi superfici di rivestimento dell’impianto che abbreviano fino a 1 o 2 mesi i tempi di osteointegrazione (tempo necessario prima che l’impianto possa “essere caricato” con il dente definitivo). Purtroppo le ditte produttrici di impianti sono sempre più numerose ed alcune di esse, pur di produrre e commercializzare impianti a bassissimi costi, non offrono sempre prodotti scientificamente validati e garantiti.

Quali sono le complicanze?
Si tratta classicamente di un intervento molto semplice con scarsissima morbilità per il paziente, non scevro tuttavia da complicanze. Il mancato attecchimento dell’impianto è un evento possibile, ma molto raro in particolare in soggetti non fumatori. Le complicanze più gravi sono la sinusite mascellare, provocata da impianti parzialmente o totalmente inseriti nel seno mascellare, e la lesione del nervo alveolare inferiore, conseguente ad imperizia o ad errore di programmazione.