Di che si tratta?
E’ un intervento chirurgico che ha come obiettivo quelo di modificare la forma delle orecchie. A volte esistono malformazioni gravi del padiglione auricolare, ma la grande maggior parte dei pazienti si rivolge al chirurgo per la correzione di orecchie ad ansa, dette comunemente “orecchie a sventola”.

Quando?
Spesso le orecchie a sventola rappresentano un inconveniente sociale ed un problema psicologico. E’ uno dei pochi casi in chirurgia plastica facciale in cui è moralmente lecito intervenire sui bambini (5-6 anni) prima dell’ingresso nella scuola elementare, in modo da evitare che essi vengano presi in giro dai compagni di scuola. In ogni caso la maggior parte dei pazienti sono adulti.

Come si esegue l’otoplastica?
Sebbene sembri semplice “attaccare” l’orecchio, vi è una grande quantità di tecniche sviluppate da diversi autori. Bisogna valutare qual è la porzione del padiglione auricolare deformata (antelice, lobo, conca auricolare…) e correggerla. L’incisione viene eseguita da dietro l’orecchio ed è praticamente invisibile.

Quanto dura il periodo post-operatorio?
L’intervento può essere eseguito in locale o in generale a seconda delle preferenze di chirurgo e paziente. L’intervento non è particolarmente doloroso ed il fastidio va via normalmente nel giro di una settimana. I punti di sutura vengono rimossi dopo 10-14 giorni. E’ consigliabile un periodo di riposo di almeno 10 giorni. Per 2 mesi (inizialmente notte e giorno, poi solo di notte) va indossata una fascia contenitiva.

Quali le possibili complicanze?
Il rischio principale nell’otoplastica è che non si ottenga una perfetta simmetria tra i 2 lati. Questo a volte è solo temporaneo in quanto un ematoma post-operatorio potrebbe alterare la forma dell’orecchio. Infezioni e cicatrici ipertrofiche o cheloidee sono estremamente rare in questo tipo di intervento.